Chi dice caramella sul bastoncino dice lecca lecca, chi dice lecca lecca dice Chupa Chups.

Chupa Chups

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Non c’è molto da stupirsi, questa è la solita storia del marchio che diventa brand o brand che diventa marchio, che dir si voglia, un’ pò come la nota marca rimmel che negli anni ha finito per identificare proprio il prodotto di cui è la maggiore produttrice: il mascara.

Mentre nel mercato della cosmesi la concorrenza sembra essere spietata, nel campo delle caramelle sul bastoncino non sembra ci siano competitors così grandi.. insomma Chupa Chups è re indiscusso di un settore che ha fatto diventar grandi generazioni e generazioni di bambini.

lollipop giganti

Il marchio più dolce che ci sia quest’anno compie 60 anni, continuando cosi una tradizione che nasce nella prima metà del 1900 per opera di Eric Bernat.

La caramella che ha fatto la storia

In realtà l’idea di creare un dolce da porre sul bastoncino viene da oltre oceano, dallo statunitense George Smith che, già nel 1908, ebbe la geniale intuizione di produrre il disco di caramella a forma di spirale colorata, conosciuto anche oggi, denominandolo “Lollipop”, come un cavallo da corsa. Il termine  “Lol” deriva da una forma dialettale dell’Inghilterra Settentrionale e significa “far ciondolare“, rimandando alla lingua che ispeziona tutta la superficie del dolcetto dall’alto verso il basso e dal basso all’alto.

lollipops

Il passo dal lancio del prodotto al decadimento del diritto di utilizzo commerciale fu breve. La crisi economica  spazzò via tutte le aspirazioni di Smith. La Bradley Smith Company non ebbe più fondi per sostenere il marchio e il termine Lollipop andò volgarizzandosi.

L’arrivo di Eric Bernat

L’eredità di Smith non andò tuttavia perduta, a raccoglierla fu il nipote di un pasticcere spagnolo, nato a Barcellona nel 1923. Il giovane Bernat aveva già avuto l’opportunità di lavorare nello spaccio di famiglia e continuò a percorrere la sua strada nel mondo dei dolciumi tentando dapprima di entrare in società con alcuni amici, dopo aver concluso il servizio militare e in seguito fondando con la moglie Nuria Serra ( anch’essa figlia di un pasticcere), la società “Productos Bernat”. La nuova fabbrica di caramelle nasceva dalla rilevazione della Granja Asturias, un’azienda produttrice di mele e si apprestava ad essere trasformata per divenire uno dei più grandi imperi spagnoli.

Fino alla fine degli anni 50′ le caramelle avevano forme e colori differenti. I bambini erano soliti non solo masticarle  ma anche portarle fuori dalla bocca, toccarle per esaminarle, nasconderle in tasca per poi continuare a gustarle in un secondo momento.

bambina e lollipop

Insomma fino al 1950 per “caramella” si intendeva un prodotto essenzialmente appiccicoso, spesso odiato dalle mamme che erano costrette a lavare panni sudici e “collosi”. Bernat si concentrò quindi sull’importanza di rendere questo prodotto alla portata dei più piccoli.

L’idea di poter mangiare un dolce senza sporcarsi era certamente innovativa, da qui prende vita il progetto  del dolce sul bastoncino di legno, poi sostituito dalla plastica, data la scarsità di legname in Spagna.

bastoncini di legno

Una caramella sulla forchetta chiamata “Gol“, immaginando un dolce che entra in bocca come una palla da calcio in una porta, fu la proposta dell’imprenditore.

Da “Gol” a “Chups”

La denominazione del nuovo prodotto non ebbe tuttavia il riscontro sperato e Bernat si affidò ad un’agenzia pubblicitaria che mutò il nome del lecca lecca in Chups”, un termine onomatopeico che deriva dalla parola spagnola Chupar cioè Succhiare. Il termine “Chupa”  che intervenne dopo e andò a precedere la parola “Chups”, derivava dalla notorietà acquisita dal gingle pubblicitario in onda in quegli anni:

“prendi un dolcetto e lecca, lecca, lecca, come un Chups. E’ tondo e dura tanto…lecca, lecca, lecca un Chups.”

chupa chups

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Il marchio Chupa Chups venne ufficialmente depositato nel 1962, mentre per il design della caramella che noi tutti oggi conosciamo, bisognerà aspettare il 1969.

L’amicizia di Bernat con Salvator Dalì, l’artista catalano, fu provvidenziale in tal senso.

La celebre margherita gialla venne disegnata nel giro di un’ora su un foglietto, durante un pranzo di lavoro e divenne sin da subito l’immagine rappresentativa del lecca lecca più amato dagli spagnoli e non solo.

logo chupa chups

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Per aumentare le vendite si pensò di posizionare i Chupa Chups all’interno di un espositore che avrebbe dovuto far bella mostra sulla cassa e non dietro al bancone, per permettere ai bambini di raggiungerle facilmente. Il prezzo lancio di questo nuovo prodotto fu una peseta.

A partire dal 1975 il marchio di Bernat si espanse a livello internazionale, a cominciare dai paesi del Sud Est asiatico. Negli anni 80′ la caramella sul bastoncino cominciò a vendere anche in Europa e negli Stati Uniti, nel continente Asiatico e in quello Australiano.

bimbo con chupa chups

Nel 1991 la direzione dell’azienda passò nelle mani di Xavier, figlio di Bernat, che fondò la sussidiaria Smint. Nel 1995 “Chupa Chups” conquistò anche lo spazio, arrivando alle stelle a bordo della stazione Mir.

All’inizio del nuovo secolo, alla morte di Bernat, l’azienda fatturava all’incirca 500 milioni di euro. Nei primi mesi del 2006, grazie alla promulgazioni delle leggi antifumo in Spagna, si registrò un picco nelle vendite. 

Quando i Chupa Chups diventano italiani

Il 2006 segnò un  passaggio importantissimo nell’ambito dirigenziale, pur mantenendo infatti le officine in Spagna, la proprietà passò nelle mani del gruppo Perfetti Van Melle, tingendosi così dei colori italiani.

Espositore chupa chups

 Un mondo di Chupa Chups

L‘impero di zucchero tra i piu’ famosi al mondo oggi  riveste, coi suoi colori sgargianti, non  solo le caramelle sul bastoncino, ma l’industria pubblicitaria, che si muove dietro le quinte, ha dato vita negli anni e continua a dar vita ad una serie di gadget che contribuiscono a rendere il marchio ancora più famoso.

albero di chupa chups

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I Chupa Chups, oltre a confermarsi le caramelle più amate dai bambini, grazie ad una moltiplicazione di gusti e packaging, sono diventati così nel tempo oggetti d’arredo, piumoni, portachiavi, oggettistica da ufficio, cosmetici, candele, maglie, rendendo più dolce ogni angolo su cui si posa lo sguardo.

cosmetici chupa chups

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scarpa chupa chups

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